"INTERVISTA AI PNG: WELCOME TO REALITY"

a cura di: dott.ssa Silvia Degano

Spesso, la realtà infrange i nostri sogni ma, quando crediamo in noi stesse, quella realtà si modella secondo i nostri desideri, permettendoci così di ricominciare a sognare. E sognare ancora.
Eppure, al di là dei sogni, lo scontro con la realtà non si dimentica mai, come una canzone indelebile rimasta scritta nell’anima, in quella pagina ruvida forgiata dal corpo. Non si tratta di ricordi, ma di profonde memorie, che costruiscono, o a volte consumano, la nostra vita.

Si chiama “Welcome to Reality”, e tutte dobbiamo farci i conti. Noi, almeno, vi vogliamo dire come farlo!
È un vero e proprio viaggio dentro la Città (chiamata Realtà), l’intervista a chi, con la musica, ci accompagnerà per le sue strade, tra i semafori del concreto e i vicoli bui dei propri limiti. Il 17 dicembre di un anno fa’, avevamo pubblicato l’articolo, tra i più letti, riguardante l’intervista a Luca Matthew, in occasione dell’uscita del suo solo album “Starting Line”. Ora, vi proponiamo un secondo evento, altrettanto importante e concettualmente profondo: l’album “Welcome to Reality”, dei PNG, uscito lo scorso 15 novembre.

“Welcome to Reality” – L’album
La musica è un linguaggio e, in quanto tale, la semplicità espressiva, la cura espositiva e l’essenzialità lessicale, sono le principali caratteristiche che possono renderla accessibile, comprensibile e interpretabile. Ben cosci di ciò, Alberto Miotto e Luca Matthew (i PNG – “Painting Noise on the Ground”) si sono intimamente dedicati a queste linee guida, tracciando un concept album che davvero penetra i pensieri di chi l’ascolta. Un album nato e cresciuto in forza del loro impegno, completamente composto, diretto e prodotto grazie ai rispettivi sforzi personali.
Già dal concerto di apertura, tenuto in occasione della data di uscita dell’album, si sono potute notare l’estrema professionalità musicale, l’esperienza filosofica dei testi e la precisione, quasi maniacale, nella scelta dei dettagli, che, nei complessivi 30 minuti, accompagnano i sensi dell’ascoltatore verso un mondo immaginario, il quale, a ben vedere, risulta essere molto più reale di quanto lo si fosse potuto prevedere in principio.
Il titolo dell’album è eloquente, il concetto infatti pervade ogni canzone, legando le une alle altre secondo un ordine logico di contesto e dando percorso al viaggio più duro e concreto imposto dalla vita: la Realtà, appunto.
Da fuori, si comincia guardando la città avvicinarsi, al ritmo di un rock battente, per poi entrare, visitare, osservare e comprendere, nonché costruire, distruggere o affrontare una Realtà che sagoma sé stessa, e il tutto semplicemente per ammettere i propri fallimenti o i propri successi, a seconda di come li abbiamo voluti interpretare intimamente, nell’esperienza personale di ogni evento.
Così è l’album, dalla prima canzone, intitolata “Reality Comes”, all’ultima, non meno efficace, “The Future Is In Your Hands”, la quale chiude, tra l’altro, una sorta di cerchio vizioso della vita e della realtà, portandosi nel testo proprio il titolo della prima traccia e rivelando all’ascoltatore che il suo futuro è nelle proprie mani, esortandolo così ad agire.
A dir poco spettacolari gli effetti visivi e grafici che, con stile minuziosamente accattivante, hanno dato sfondo al concerto, e la maggior parte dei quali rimasti volutamente impressi anche nel booklet dell’album. A ciò si è, poi,  aggiunta la tecnica perfezionista di una musica che penetra ma non invade, al contempo pervade ma non s’impone; inoltre, grande merito ai PNG: Alberto che, nel suo estro introverso, non ha solo suonato gli strumenti presenti nell’album, ma li ha diretti verso l’incalzante ritmo di tutte le loro possibili emozioni, e Luca che, attraverso la sua caratteristica estensione vocale capace di toccare dei profondi bassi ma anche i toni più alti, ha composto e ideato dei brani cercando di sfiorare le corde anche di chi ancora mai ascoltato il genere rock americano.
Un album di esordio di circa 30 minuti, da sentire con disinvoltura, da ascoltare con cura e da leggere nella sua copertina, quale magazzino complesso di simboli e significati non sempre facili da trovare.
Così vi presentiamo l’album e le emozioni che hanno riempito il concerto.
Ma noi non ci accontentiamo, noi vogliamo di più! Ed è per questa ragione che vi presentiamo di seguito l’intervista ai PNG, e non sarà affatto scontata!

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S.D.: ”Il vostro è l’album di esordio, eppure la vostra scelta è stata diretta e precisa verso un contesto concettuale singolare di soli 30 minuti. Quindi, quali necessità vi hanno condotto alla nascita di questo concept album, e a chi è rivolto in particolare? Segna forse un cambiamento per i PNG, un modo per diventare ‘reali’ in un mondo ‘reale’?

ALBERTO: “L’album è sicuramente rivolto a tutti. Ognuno vive la propria realtà, e con essa deve farci i conti tutti i giorni. La nostra necessità? La nostra più concreta intenzione è quella di far conoscere a quante più persone possibili il nostro stile e la nostra musica, tipicamente americana, e abbiamo deciso di farlo fin da subito con un album concettuale mirato alla realtà. Ciò perché noi siamo già reali, siamo concreti da sempre, pertanto vogliamo far trasparire materialmente la nostra musica. La nostra è un’identità rock, sebbene ci escludiamo dalle nicchie Heavy metal che non permetterebbero le nostre melodie; ci piace il ritmo vivace e a volte duro, che rispecchia perfettamente le caratteristiche della realtà, anche se a volte veniamo giudicati pessimisti. Ma essere realisti non significa essere pessimisti, anzi. Consideriamo l’ultima traccia dell’album “The Future Is In Your Hands”: non è pessimismo, è realtà! Il nostro futuro ce lo costruiamo da soli, giorno per giorno, e può essere negativo o positivo ma non certo a prescindere o a priori.

LUCA: “Alberto ha perfettamente ragione, anche perché pessimista è chi ‘giudica’ gli eventi, in tal caso negativamente, mentre realista è chi ‘considera’ gli eventi per quelli che sono. Il realista non ritiene negativa la lotta e lo scontro per sostenere la propria realtà, o per costruirla, bensì vive la situazione come un’occasione, un’opportunità. Al massimo si possono semplicemente avere risvolti positivi o negativi a seconda dei casi.

S.D.: “Capisco, di certo considerare è ben diverso dal giudicare, non c’è dubbio! Devo ammettere che la metafora del viaggio verso, e dentro, la città mi ha piacevolmente colpita, e la parte grafica della copertina dell’album la rende in effetti più ‘reale’!  Condizione rinforzata, fra l’altro, anche dal video che ha fatto da sfondo al concerto. Complimenti davvero, proprio una bella idea e ci avete donato un’intensa emozione. A questo punto, però, devo chiedervi se il viaggio verso “Reality” è un viaggio di piacere oppure è un percorso obbligato, magari perché imposto dalla vita stessa, o semplicemente dal caso…

ALBERTO: “Come ho detto prima, è una scelta obbligata! Per forza di cose, ogni persona si trova costretta al viaggio verso Reality, che lo voglia o meno! Non è un viaggio che viene deciso ma solamente vissuto, in un modo o nell’altro!

S.D.: “Quindi il confronto con la realtà, la lotta in “Reality”, è solo un’arena interiore o prevede anche uno scontro col mondo che ci circonda? In sostanza, si cambia solo il modo di vedere le cose oppure, in sé, cambiano anche le cose stesse?

LUCA: “In modo diretto o indiretto prevede uno scontro con la realtà, quando e laddove necessario! È anche vero che se non cambi la realtà che ti circonda sei comunaue tu a dover cambiare; questo perciò prevede che una delle realtà, o interiore o esteriore, cambi…

ALBERTO: “A differenza di Luca, io ritengo sia possibile evitare lo scontro, o quantomeno limitarlo, affrontando le avversità con la diplomazia! Luca è più impulsivo e dove c’è lotta c’è il pane per i suoi denti. Affronta con forza le situazioni e gli eventi, e il più delle volte ne esce vincitore. La mia indole, invece, è più riflessiva e introversa, preferisco analizzare le possibilità e le capacità, per poi sviluppare sistemi mirati per ottenere sempre il meglio da ogni occasione!

LUCA: “Già, è vero, io sono impulsivo e amo la lotta, amo scontrarmi per ottenere ciò che voglio! Mi serve soprattutto per avere misura del mio interesse, per comprendere e far comprendere quanto tengo a ciò per cui lotto! Gli obiettivi, però, sono gli stessi di Alberto, per questo la nostra unità nasce e rimane forte in ogni cosa che facciamo! Non siamo diversi, bensì complementari!

S.D.: “Avevo notato questo vostro aspetto, e credo sia proprio ciò che vi rende concreti e allo stesso tempo forti, veri! Ma parliamo della  realtà: secondo voi è un ‘tetto’ che pesa troppo o sono ‘fondamenta’ robuste sulle quali costruire una nuova città?

ALBERTO: “Per me la realtà viene vissuta come fondamenta robuste e sicure, però è anche un insieme complesso di tetti ormai ruderi, quali residui delle vecchie esperienze e soprattutto quelle negative! Esperienze da ricordare, in quanto è proprio dal loro aspetto negativo che si può e si dovrebbe ricostruire ogni cosa!

S.D.: “È una risposta che le nostre lettrici apprezzeranno sicuramente, prendendone concretamente spunto! Ora, però, sono curiosa di sapere se ’Reality’ è una città che si estende in orizzontale, coprendo le distanze, oppure si sviluppa in altezza, ad esempio nei suoi grattacieli, ricercando dell’aria più pura e più fresca, con panoramiche più larghe e più ampie?

ALBERTO: “Reality si sviluppa in lunghezza, in senso orizzontale, per ampliare i concetti della realtà  stessa. Tuttavia, è anche vero che fisicamente si solleva verso il sole, ma non è questo il suo aspetto determinante. Diciamo che è molto positivo estendere i confini della realtà, mentre lo sviluppo in altezza può essere considerato come una conseguenza naturale della sua espansione.

LUCA: “Mi trovo concorde e vorrei solo aggiungere che la realtà viene vissuta in modo soggettivo! Proprio per questa ragione abbiamo composto l’album di otto canzoni, utilizzando un punto di vista esterno e parole generiche e significative, e ritmi orecchiabili, evitando così qualsiasi possibile invadenza da parte nostra! Inoltre, ogni canzone ha una durata limitata, intorno ai tre minuti e mezzo, proprio per dare il tempo necessario a fissare nella propria mente la musica, sperando poi che le persone leggano il testo e lo interpretino in maniera soggettiva! Rispettiamo la soggettività e l’interpretazione individuale, e abbiamo cercato di promuovere un contatto più personale, da parte dell’ascoltatore, nei confronti della sua più pura realtà singolare.

S.D.: “Questo è proprio il genere di rispetto che noi donne ci aspettiamo dagli uomini, e sono molto contenta che faccia parte anche del vostro bagaglio artistico! Ora, invece, passiamo alle nostre domande più ‘impertinenti’. Siamo un pubblico femminile, quindi: la donna è reale per i PNG?

ALBERTO: “La donna non è reale nella ‘città’, in quanto ognuno si costruisce la propria realtà, pertanto anche la propria donna, lungo le sue strade! Ma per quanto riguarda la band, uscendo dalla metafora, la donna è molto reale, anche perché ha rivestito un ruolo importante nella costruzione dell’album! Nutriamo grande rispetto per il mondo femminile; ci ha dato la forza, l’aiuto e la lucidità indispensabili per completare il nostro album, nonché si è dimostrata parte attiva per l’apertura e la cura del sito ufficiale, per mantenere sempre alto lo stimolo in ogni momento, e come validissimo sostegno durante le operazioni di tutto il lavoro! La donna è stata ed è per noi fondamentale!

LUCA: “Non posso che essere d’accordo, sotto ogni punto di vista! È davvero così!

S.D.: “Allora dedichiamo queste vostre parole alle donne che vi hanno sostenuto, se lo meritano davvero, lo sappiamo bene, e il riconoscimento è doveroso! D’altra parte, apprezzare le nostre capacità è molto importante per noi donne, perché troppo spesso il nostro lavoro viene messo in secondo piano o minimizzato! Di norma, comunque, la collaborazione tra uomo e donna porta in grembo anche possibili incomprensioni e inevitabili momenti di discussione, che andrebbero affrontati in modo costruttivo. Si può affermare, in tal senso, che per rendere ‘reale’ una donna sia necessaria la lotta, lo scontro, come nel percorso all’interno della città?

ALBERTO: “Lo scontro è inevitabile, non c’è alcun dubbio! La donna deve fare i conti con la realtà, tanto per motivi personali di crescita quanto per costrizione, obbligata dai media; ma anche a causa dei preconcetti imposti dal collettivo in generale, non sempre facili da sradicare. È una dura lotta, ma se la donna riesce a mantenere intatta la propria identità, a proteggerla e a rinforzarla, scontro dopo scontro, allora alla fine sarà, come dire, più donna e anche più sé stessa! Ovviamente, ne uscirà anche più forte, con un passo più deciso nella vita e con una maggiore determinazione nel suo agire; sicuramente, le sue idee guadagneranno chiarezza e le sue intenzioni ne gioveranno in concretezza. Tuttavia, non sempre è necessario gettarsi nella mischia, rischiando effetti a volte deleteri se non sufficientemente preparati alla lotta. È possibile scegliere vie meno ardite, ponderando le situazioni e le condizioni, e mantenendo in primo piano la propria identità, che è l’aspetto più importante!

LUCA: “Secondo me Alberto ha ragione, però c’è da dire che troppo spesso vedo le persone arrendersi per ‘comodità’! E ciò vale sia per gli uomini che per le donne! Secondo me bisogna insistere e continuare, magari anche sbattere il muso contro i problemi o le avversità, se necessario. E questo, sinceramente, lo consiglierei a tutte le tue lettrici, non come giudizio, ma perché a volte esiste un vero e proprio bisogno naturale allo scontro e alla lotta, per ottenere ciò che davvero si vuole! Non devono mollare solo perché è più facile arrendersi piuttosto che continuare a mettersi in gioco! È necessario per andare oltre i propri limiti, per ampliare i propri confini!

S.D.: “Anche in questo caso avete dato risposte molto utili, che noi donne apprezziamo e seguiremo come consigli! A questo punto, però, sorge un’altra domanda ‘difficile’: l’amore è reale? Oppure si scontra con la realtà?

ALBERTO: “Non è possibile dare una risposta singola, l’amore viene vissuto secondo lo stato emotivo della persona a livello individuale! Per ognuno può avere valenza diversa e aspetti anche contrastanti fra loro. Non posso dire che l’amore sia reale, però si può certamente considerare come parte integrante della realtà! Credo sia questa l’unica risposta plausibile!

LUCA: “Vorrei, tra l’altro, sottolineare che nel nostro album non si parla esplicitamente dell’amore se non in ‘Another Life’, ma non è personificato, e quando ci riferiamo a qualcuno stiamo riferendoci alla realtà, alla città; l’amore fa parte della vita e può essere indubbiamente ‘realizzato’, ma non viene menzionato come priorità assoluta nel concetto di ‘Reality’! La nostra attenzione si è focalizzata maggiormente su un’argomentazione più ampia e più vasta, in senso generale, evitando tutti i valori specifici correlati. Ciò lo abbiamo fatto per scelta, proprio per rispettare l’interpretazione personale dell’ascoltatore! Piuttosto, abbiamo cercato di rendere più chiaro il ciclo vizioso della realtà legando la prima canzone all’ultima, inserendone il titolo come parte del testo. Diciamo che per l’amore si può interpretare in questo modo, cioè che è importante riconoscere i cicli viziosi della realtà per viverne gli aspetti positivi e costruttivi o, nel caso, per interrompere ciò che dovesse risultare solo un inutile ‘girare a vuoto’!

S.D.: “Devo farvi i complimenti non solo per l’album ma anche per le vostre risposte! Siete davvero molto chiari, semplici e al tempo stesso profondi… dire effettivamente ‘concreti’! Non c’è dubbio! Abbiamo quindi parlato dell’amore, ma cosa dire del sesso? Può essere inteso come la parte reale dell’amore?

ALBERTO: “Se il sesso preso in considerazione riguarda un ambito sentimentale, è sicuramente la concretizzazione dell’amore!

LUCA: “Grazie Silvia! Il nostro album è concreto e le canzoni sono concrete, e noi siamo le nostre canzoni, quindi concreti! Non è solamente una nostra priorità, è la nostra identità! Per quanto riguarda il sesso, sono pienamente d’accordo con Alberto; aggiungo solo che ‘per’ amore devi arrivare fino in fondo, quindi anche al sesso, nel concreto appunto!

S.D.: “Indubbiamente siete concreti e le vostre canzoni rispecchiano con coerenza la vostra identità, sia musicale quanto nella vita di tutti i giorni! Adesso, però, Le nostre lettrici saranno sicuramente curiose di sapere se chiunque può essere cittadino di Reality,  oppure se sia più corretto visitare la città, grazie al vostro album, uscendone successivamente con ottiche diverse, punti di vista più realistici. Voi cosa potete dirci in proposito?

LUCA: “Secondo me si può essere cittadini di uno degli otto punti della città, compresi e vitalizzati dalle otto canzoni dell’album, ma non è possibile e non avrebbe nemmeno senso essere cittadini della città in sé. Ad esempio, puoi essere cittadino di ‘Volere un’altra vita’ (‘Another life’), continuando quindi a sperare in cambiamenti provenienti dall’esterno, oppure di ‘Il futuro è nelle tue mani’ (‘The future is in your hands’), mantenendo costantemente le redini della tua esistenza e costruendoti da solo il tuo naturale futuro!

ALBERTO: “Dal mio punto di vista, chiunque può visitare la città, ma la si attraversa come viaggiatori curiosi e nulla di più, restandoci solo quel tanto che basta per comprenderne quanto serve!

S.D.: “Mi sembra di capire, quindi, che è meglio escludere il rischio di diventare vittime inconsapevoli della propria stessa realtà?

LUCA: “In un certo senso sì! Del nostro album, infatti, colpirà maggiormente la musicalità, piuttosto che i testi; ciò perché le canzoni hanno la caratteristica di essere facilmente orecchiabili e rimangono volutamente all’interno del range dello spazio radio! Sono tappe veloci e immediate, proprio per evitare il rischio di restarci irragionevolmente imbrigliati!

S.D.: “La realtà abbiamo detto essere concreta, quindi non più semplice teoria, bensì pratica quotidiana! Si può affermare, allora,  che la vostra impresa sia stata proprio quella di condensare la realtà nel suo concetto più vero (concept appunto), trasmutandone l’intima natura che sostanzialmente ne è priva?

ALBERTO: “All’interno dell’album, tutto è molto astratto… in realtà! Ed è proprio questo il gioco che la vita ci offre e che dovremmo afferrare: la realtà, i concetti e l’astratto si confondono tra loro continuamente, e sta a noi trovarne le giuste relazioni e i giusti equilibri! Il tutto è solo una questione di approccio e interpretazione.

S.D.; “Non posso che trovarmi d’accordo, condivido pienamente! Ma ditemi: Reality è una città piovosa o soleggiata?

ALBERTO: “Dipende da come vivi il confronto! Se nel faccia a faccia con la realtà riconosci gli aspetti positivi, allora sarà soleggiata, altrimenti potrebbe piovere anche per tutta la vita! Dipende solo da te, da come vuoi appunto viverla.

LUCA: “Graficamente nel booklet abbiamo voluto rappresentare lo skyline della città e potrete vedere delle nuvole, la pioggia e infine il sole stilizzati… si tratta però di una rappresentazione, sempre nel pieno della volontà di generalizzare e lasciare al lettore la libertà di interpretare.”

S.D.: “Molto bene, direi che avete soddisfatto tutte le nostre curiosità, e vi ringrazio a nome mio e di tutte le nostre lettrici! E proprio a questo proposito, vi chiedo cosa potete loro consigliare, per concludere così la vostra intervista.

LUCA: “Grazie a te, Silvia, e alle numerose lettrici della tua rivista! Ci date occasioni importanti, che viviamo con grande emozione e profondo interesse! Il consiglio che vi diamo è di ascoltare le musiche, leggere bene i testi che le compongono, ma anche osservare ogni dettaglio grafico presente sulla copertina dell’album. Dietro ognuno di questi, infatti, c’è un’intenzione precisa e non scritta; la nostra è una grafica sostanzialmente comunicativa, densa di significativi studi simbolici che sarebbe un peccato non considerare!

S.D.: “E noi tutte lo faremo, ve lo posso garantire! Adesso cos’altro dire se non un grazie sincero per la vostra presenza e per aver accettato il nostro invito. Vi facciamo ancora i nostri complimenti per l’album e confermiamo il successo che meritate! Attenderemo con ansia il vostro prossimo lavoro, ascoltando ‘Welcome to Reality’, l’album dei PNG!

PNG: “Grazie a voi, siete un pubblico straordinario e questo ci da stimolo, riempiendoci di nuove energie e grandi idee! Non resterete deluse, né da questo album, né dal nostro prossimo lavoro! Approfittiamo per aggiungere una nota importante: i testi sono visibili e consultabili nel sito ufficiale www.pngband.com, mentre la parafrasi è quasi pronta e verrà pubblicata fra non molto! E come ama dire Adesso.Donna: non sarà affatto scontata!




Note:
TRACKLIST “WELCOME TO REALITY”
1 – Reality comes
2 – No hidin’ places
3 – Welcome to reality
4 – Another life
5 – The failure
6 – Ready for the battle
7 – The person you’ve never known
8 – The future is in your hands

Etichetta discografica: NUMAR UN
Codice SIAE: N1 – PN 45 – 13

Sito ufficiale: www.pngband.com
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Twitter: twitter.com/PNG_Band
Soundcloud: soundcloud.com/pngband




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