“HO SBAGLIATO... COME RIMEDIARE?”

E' gennaio e, come spesso accade, le cose non vanno esattamente come ci si aspetta. Dopo un Natale in famiglia all'insegna di un'altalena tra emozioni e abbandono, ecco che l'Epifania, oltre alle feste, porta via anche la serenità. Ma ci sono delle ragioni precise.

Uno sbaglio, poi un altro e un altro ancora; tuttavia, non é chiaro il perché di questa successione. Per capirlo é necessario indagare sulle motivazioni che hanno prodotto determinate scelte, a volte fin troppo azzardate.

Per prima cosa é importante scoprire la causa che ci ha indotte allo sbaglio, per valutarne l'entità e l'eventuale strategia di recupero a rimedio della situazione.

Principalmente distinguiamo tre casi: un primo caso dove la scelta sbagliata, l'errore, viene fatta in modo inconscio e inconsapevole, come automatica risposta a dei precedenti avvenimenti simili, verificatisi anni prima. Questo comportamento consiste in un vero e proprio automatismo dettato da ricordi inconsci riguardanti identiche esperienze o, perlomeno, similari. Si rende, pertanto, necessario interrompere tale catena.

Una seconda situazione prevede un errore volontario, che trova radici nella forte convinzione dettata da un'aspettativa sul risultato che, come tale, nasce per non essere realizzata, rafforzando così il relativo senso di delusione dovuto al mancato obiettivo. Evitare l’aspettativa è una buona soluzione.

Un terzo caso, infine, consiste in un comportamento erroneo dettato dalla profonda convinzione che a sbagliare sia stata l'altra persona, la quale ci avrebbe indotte, a nostra volta, allo sbaglio. Qui ci troviamo di fronte a due possibili scenari: in uno l'uomo ha effettivamente sbagliato, costringendoci all'attivazione di un automatismo mentale femminile, nell'altro entrambi abbiamo agito tramite schemi mentali, così da distorcere la visione della realtà, sebbene nessuno, a ben vedere, abbia davvero sbagliato. Essendo un problema di interpretazione degli eventi, è bene evitare congetture e stabilirsi piuttosto in una condizione mentale di calma e di sereno confronto, per comprendere realmente ciò che avviene e come interpretarlo.

Come rimediare?

In tutti i casi é necessario fermarsi un attimo e riflettere bene sulla reale importanza dell’accaduto, ovvero se esso é davvero rilevante o se, tutto sommato, non é meritevole di una considerazione spesso eccessiva. La cosa più importante resta, comunque, quella di opporsi al precedente o al suo procrearsi, così da evitarne il ripetersi nelle volte successive.

L'uomo é di norma disponibile a perdonare gli errori, sebbene ponga attenzione sull'entità dell'errore e la gravità che esso può assumere. In secondo luogo, l'uomo è altrettanto incline a ricercare il perdono della donna, a volte anche a condizioni a lui molto sfavorevoli; dall'altra parte é meglio, comunque, evitare di eccedere ed infierire su di lui, magari umiliandolo o mortificandolo, in quanto si potrebbe ottenere l'effetto opposto, rischiando di perderlo anche in maniera definitiva.

Un consiglio importante é che l'uomo, nel caso di un eventuale errore della donna, non si basa su giustificazioni verbali, scuse ripetute o martellanti richieste di perdono, bensì tenderà ad evitare un confronto insistente sull'argomento, preferendo gratificare un'immediata successiva buona condotta da parte della sua donna, da intendersi come scelta sicuramente più proficua. E'  comunque possibile e lecito parlare dell'errore commesso, purché ciò avvenga in modo superficiale e leggero, al fine di evitare il riaprirsi di spiacevoli ferite o di farlo ricadere nello stesso sgradevole stato d'animo già provato in precedenza.

In ultimo, a scanso di equivoci, evitare in tutti i casi di mortificare l'uomo o di vendicarsi nei suoi confronti, in quanto provocherebbe una distanza a livello di coppia e una freddezza da parte sua a livello fisico, condizioni che in nessun caso, ovviamente, sarebbero d’aiuto al rapporto. Inoltre, due accorgimenti che giovano molto alla coppia sono la sincerità e l'evitare di sfuggire alle proprie responsabilità per ribaltarle sull'uomo: infatti, per indole, l'uomo non tende a giudicare la donna e nemmeno gli interessa farlo, piuttosto ritiene di fondamentale importanza avere la libertà di scelta in ogni occasione, in quanto decidere della propria vita da sé é ciò che gli permette di essere liberamente sé stesso, il che mette in secondo piano la necessità, tipicamente femminile, di etichettare il comportamento delle altre persone o il proprio.

Se poi l’uomo è colpevole d’errore e l’entità del suo sbaglio è troppo incisiva, allora è il caso di valutare bene la situazione di coppia e capire se è possibile proseguire o meno un eventuale cammino insieme, senza tuttavia indugiare sul giudizio o sulla vendetta. Non avrebbe senso ed escluderebbe la possibilità di uscire da situazioni fangose, pesanti e distruttive, provocandoci lo stallo emotivo.

Infine, è utile sapere che le maggiori incomprensioni di gennaio sono dettate da schemi mentali e che l'uomo, consciamente o inconsciamente, lo sa e ne segue i binari. Dunque, sfruttiamo questa strada, possibilmente in senso positivo e costruttivo.

Al prossimo articolo.


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