“INTIMO: CON O SENZA?”

Che effetti possiamo ottenere non indossando biancheria intima sotto le vesti?
È una tecnica usata di frequente che sentiamo efficace, tuttavia ci sono degli aspetti che potrebbero modificare il nostro punto di vista. L’articolo vuole portare alla luce il pensiero dell’uomo, per valutare l’opinione del diretto interessato che, in teoria, dovrebbe essere la vittima di questa strategia…

Uscire di casa in gonna, con la cosciente assenza di biancheria intima, ci dona libertà, ma ciò che più ci colpisce nell’intimo è il selvaggio e animalesco stimolo eccitante della nudità in pubblico. Mascherato sotto forma di strategia, il primordiale istinto sessuale ci porta ad essere spesso propense ad una scelta del genere, rendendoci pronte all’uso e giustificandosi, al contempo, come bisogno di libertà.

Bisogna ammettere che la nudità in pubblico ci eccita particolarmente, ed è normale sia così, soprattutto nei periodi sessualmente più caldi e attivi. In fin dei conti, non è una propensione così strana visto lo stimolo principale di violazione su cui si basa il nostro eros femminile. Quale maggiore violazione se non quella di farci toccare direttamente le zone più intime senza barriere e senza difesa alcuna, in pubblico e alla mercé di tutti.
C’è da dire che tutto questo ci provoca fino all’apice del nostro piacere, mettendoci nella condizione di apoteosi sessuale. Chiunque potrebbe donarci il massimo della libido in un istante e in qualsiasi momento.

Difficilmente ci soffermiamo sulla reale efficacia di questo sistema, sostanzialmente ritenuto vincente a priori e senza ulteriori considerazioni razionali. Al momento della decisione, sentiamo forte in noi lo stato di eccitamento, e ci facciamo bastare l’idea per definire palese l’effetto positivo che avrà nei confronti dell’uomo.
Il tutto parte con la sua forma più lieve, magari con una maglietta quasi trasparente che lascia ben vedere l’assenza del reggiseno, oppure una canottierina leggera particolarmente scollata che mette sotto gli occhi di tutti il seno stesso, non solo il decolté. Poi le gambe, messe in bella vista da gonne e shorts sempre più corti, a volte anche inguinali, tanto che il confine con le mutandine diviene confuso. Fin qui tutto bene, non c’è nulla di male a mettere in mostra le nostre grazie, soddisfa il nostro bisogno e anche il piacere di chi le guarda.
Poi però esiste l’eccesso, quel passo verso l’esagerazione che rende il tutto indiscutibilmente irresistibile: l’esclusione delle mutandine, il nostro pezzo forte. Se già tutto il resto è così efficace, figuriamoci questo passo quali effetti positivi può regalarci. E così, in virtù del detto “sotto il vestito niente”, scorazziamo tra gli sguardi di tutti, mentre le nostre fantasie percorrono percorsi paralleli che velocemente ci immettono in uno stato prossimo al livello conclusivo. Ci basta uno sguardo o una lieve toccata e fuga per farci cadere nel totale desiderio più fisico e concreto.
Immaginiamo così ogni uomo cedere indifeso all’effetto sorpresa, piegato ai nostri piedi mentre quasi in ginocchio dimostra la sua estrema necessità di averci, pronto a tutto.

Purtroppo è qui che nasce il dovere della verità. L’effetto sorpresa è in lui quasi irrilevante e il suo desiderio sessuale crolla di fronte all’assenza della nostra biancheria intima. Il risultato è un uomo perfettamente lucido e cosciente, mentre noi ci troviamo nella fase più densa dell’eros, prossime alla caduta sessuale e in sua completa, totale balia. Appare evidente che le uniche vere vittime di questa strategia siamo noi donne, e, per giunta, per mano nostra.

Molti anni fa, quando i modelli di moda si potevano definire più pudici e discreti, l’effetto sorpresa poteva confidare in un potenziale sicuramente vincente. Al giorno d’oggi, nell’epoca del nudo prossimo all’integrale come nomale fattura quotidiana, quel potenziale è pressoché inesistente. L’uomo è oramai sazio di immagini, a volte inequivocabilmente palesi, dalla televisione al cinema, dalle profumerie ai negozi d’intimo, dai supermercati alla piazza del centro paese. Ovunque appaiono messaggi pubblicitari con nudo femminile di sfondo, gelaterie con cameriere dalle divise a bellavista, commesse stile pin-up moderno, centri informazioni con laureate dove è difficile leggere il nome sull’apposito cartellino di riconoscimento, in quanto molto più in evidenza le forme lasciate scoperte da ampi spazi ad ingresso gratuito. Il mercato del nudo, oramai, è completamente saturo, e per l’uomo non esiste più quel piacere profondo dal gusto proibito.

Per un uomo, oggi, è sufficiente una sauna, un parco acquatico o una spiaggia d’estate per poter assistere alla continua e costante passerella a basso costo di donne nude o coperte solo da un tanga. Il maschile vizio per eccellenza ha lasciato il posto al normale e naturale passaggio dell’inutile clichè quotidiano. Quindi: nessun effetto sorpresa.

A ben vedere la sorpresa c’è nell’uomo, ma è totalmente diversa da quella che ci possiamo immaginare. Contrariamente dalle nostre aspettative, il mondo maschile non apprezza più la nostra nudità in pubblico, un po’ per nausea visiva di immagini, un po’ per mancanza di una reale necessità, e tenuto conto della scomparsa totale del suo gioco di caccia, dove lui è costretto ad impegnarsi seriamente per ore allo scopo di scorgere anche solo per un istante una zona proibita, quale ad esempio l’aureola del capezzolo, il maschio attuale vede la donna senza biancheria intima come una condizione comune priva di interesse, inutile e quasi del tutto insignificante, inoltre le affida un giudizio pesantemente negativo dal punto di vista dell’affidabilità e dell’igiene. In altre parole, in questi casi, il suo parere devasta la nostra essenza femminile e ci pone in una sua specie di quarantena per motivi igienici. L’uomo moderno pone particolare attenzione alla cura della propria immagine e del proprio corpo, a volte più minuzioso e dettagliato della donna, e non è certo disposto a mettere da parte il proprio benessere e la propria salute, tanto da negarsi anche la sessualità pur di non incorrere nel benché minimo rischio. La donna senza mutande viene vista come sporca e poco curata, disinteressata al suo igiene più intimo, troppo superficiale e addirittura possibile causa di eventuali malanni.
Il resoconto è da tenere in stretta considerazione per non essere evitate.

Detto questo, è chiaro che applicare tale strategia ci farebbe restare inermi e prive di difese, allo spaccio di maschi più subdoli e meno meritevoli di quelli che avevamo posto come obiettivo, ben lontani dal concetto di pulizia personale, pronti a mietere senza alcun ritegno e senza rispetto la nostra necessità fisica, oramai all’estremo del bisogno concreto.

Il rischio è, quindi, quello di essere stuprate in casa dalla nostra stessa sessualità, usate come semplici raccoglitori di sesso maschile e gettate successivamente nel dimenticatoio, nonché condividere tra noi le nostre pessime avventure affollando le farmacie a causa di cistiti, vaginiti e infiammazioni intime.

È chiaro che, se vogliamo utilizzare questa strategia ad uso esclusivo del nostro partner, non ci sono controindicazioni di sorta, se preso nel giusto modo e come gioco erotico confinato al binomio privato. Ma se l’idea è di gettarsi tra vie e locali per conquiste sul campo, meglio optare per altri stratagemmi, questo non fa proprio al caso nostro.

Al prossimo articolo.


1 commento:

  1. Un articolo perfetto. Non ci sono altre parole per descrivere la veridicità dei concetti. Concordo pienamente: l'eccesso porta a risultati assai sgradevoli, non voluti e che ci si ritorcono contro. Veramente degno di nota!

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