"BIONDA O MORA... LUI CHI PREFERISCE?"

Bionde e more irrompono nella vita dell’uomo colpendolo con caratteristiche completamente opposte. Ma chi è più efficace? Diamo ora uno sguardo all’eterna diatriba tra la fatata figura dai capelli dorati e l’intrigante magia della donna corvina. In questo articolo verrà esposto il confronto tra bionda e mora per dare una risposta sulle preferenze maschili…

Le bionde amano le bionde, ma vorrebbero essere more. Le more amano le more, ma vorrebbero essere bionde. Uno scontro viscerale, quasi dettato da una sorta di concorrenza primordiale, accomuna le une alle altre nei loro pensieri e nel loro desiderio di conquista nel mondo maschile.
La stessa domanda, senza una precisa risposta, è la chiave della debolezza di entrambe, intimamente incerte sulle preferenze dell’uomo.

L’articolo si propone di esporre le caratteristiche di ambedue per come vengono viste e vissute dall’uomo, per rendere possibile la nascita di una risposta chiara e definitiva, seppur soggettiva.

Lasciando da parte l’indole personale della donna, l’uomo vede la bionda in un modo preciso e, per certi versi, pretende il rispetto delle regole stabilite ormai da tempo epocale. Si tratta di uno schema mentale legato alla sessualità, dove la donna dai capelli dorati deve essere prima di tutto sprovveduta. Questa è una caratteristica essenziale per stimolare in lui la naturale predisposizione alla caccia di una facile preda da conquistare. Deve essere, pertanto, distratta e poco attenta a ciò che la circonda, e mostrare lasciva fiducia nell’uomo, libero così di muoversi tra le sue difese abbassate o, ancor meglio, assenti. La donna, ignara del pericolo, permette all’uomo la principale forma di violazione, attivando in tal modo la procedura sessuale maschile nei suoi confronti a livello concreto. Il desiderio appare, di conseguenza, forte e deciso, incrementato dalla strada che, a parer suo, risulta spianata. Nell’ottica maschile, è indispensabile che la bionda si imbarazzi facilmente così da renderla a suoi occhi ancor più vulnerabile, a maggior ragione se il suo pudore viene da lei ripetutamente dimostrato e, ovviamente, costantemente violato. Per l’uomo, la bionda viene rappresentata come la pecorella smarrita che per puro caso si trova nel mezzo di un branco di lupi e, ignara del pericolo, si affida ad uno di essi per essere aiutata a ritrovare la strada di casa.

Per quanto concerne la mora, l’uomo pretende il rispetto delle caratteristiche stabilite per il caso, cioè deve essere principalmente sicura di sé e spudorata, non deve pertanto mostrare dubbi sulle proprie potenzialità e capacità, inoltre deve stupirlo con una dose consistente di egocentrismo, a volte elegantemente oltre i limiti del buon costume, ma senza forzature di genere. La mora deve presentarsi con una naturale disinvoltura e di carattere deciso e aggressivo, punti decisivi per risultare all’ottica maschile come decisamente pericolosa. Ha quindi il compito di irrompere nel suo contesto come una concreta e potente minaccia sessuale. Appare evidente, alla luce di quanto detto, che non può e non deve dimostrare tentennamenti, deve essere particolarmente calda e, una volta iniziata la procedura sessuale maschile, lui si deve sentire predato dalla corvina cacciatrice, che ha anche il ruolo di determinare il percorso di realizzazione, in termini di concretezza. La mora viene rappresentata nella visione maschile come la pericolosa fiera cacciatrice che, affamata, lo bracca, senza apparente impegno, come vittima per soddisfare i propri bisogni e le proprie necessità.

I due esempi sono ovviamente estremizzati e hanno solamente il compito di integrare una visione maschile che potrebbe non essere del tutto chiara, ma bisogna ricordare che si tratta di regole sessuali schematiche che non prevedono in alcun modo un ribaltamento nella vita reale di tali pensieri, se non a livello superficiale e senza particolare necessità. Stiamo parlando di semplici stimoli mentali a fini sessuali che non hanno alcun legame con il giudizio maschile nei confronti della donna, il quale resta una pura conclusione soggettiva e personale.

Passando alle preferenze dell’uomo, si può dire che esiste una risposta precisa e ben definita, che prevede la sua particolare inclinazione a livello caratteriale e, in modo ancor più sostanziale, lo condiziona nelle sue scelte sulla base della coerenza d’immagine della donna. Ciò significa che, oltre agli aspetti di carattere personale, l’uomo non pone particolare attenzione sul colore dei capelli della donna, bensì viene maggiormente attirato da coloro le quali dimostrano una migliore e più profonda coerenza comportamentale in relazione al colore della propria chioma. Pertanto, una bionda con atteggiamenti puri da bionda in confronto ad una mora con atteggiamenti puri da mora si trovano ad avere lo stesso potenziale e non esiste una preferenza maggiore tra le due; tenuto conto, però, del fatto che è davvero difficile trovare due donne pure fino a tal punto, allora si può dire che la preferenza ricade su quella con caratteristiche più vicine alla coerenza perfetta, incondizionatamente dal colore dei capelli.

Voglio concludere l’articolo con degli esempi presi in prestito da film noti per le eccezioni. Sharon Stone in Basic Instict ha avuto il suo meritato successo grazie al meccanismo dell’opposizione, vale a dire una bionda perfetta con caratteristiche perfette da mora. Tale condizione estrema particolare, e curata nel dettaglio, priva di qualsivoglia timore d’esagerare, ha portato alla luce un fattore decisivo: l’esatto opposto della regola rientra nella regola. Stessa cosa vale per Norah Jones nel film Un Bacio Romantico, dove la protagonista è appunto mora ma con comportamenti e atteggiamenti completamente opposti, cioè tipici della bionda. Questi casi estremi hanno grande efficacia, ma non è facile renderli naturali.

Quindi, che tu sia bionda o mora, cerca di essere coerente con l’immagine del colore della tua chioma e le probabilità preferenziali saranno molto più elevate. Pertanto, attenzione nei cambi radicali delle tinte, pericolosi in questo senso.

Al prossimo articolo.


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