"INSODDISFATTE, CON O SENZA!"

Molto spesso capita di lamentarsi di ciò che si ha.

E' il naturale stimolo umano al miglioramento: si tende sempre a volere il massimo, il meglio, al minor prezzo possibile. E' normale.

Se desideri indipendenza, un uomo e una casa tutta tua, e le ottieni, matematicamente avrai qualcosa da ridire, perché non ti basterà mai.


Particolare motivo di scontro diventano gli oggetti di proprietà che possiedi, in quanto essi rappresentano qualcosa di estremamente prezioso per te, senza prezzo: la libertà di disporne a tuo piacimento, per il semplice fatto che ne hai il pieno possesso.
Ogni oggetto che ti appartiene, infatti, dona una indiscussa sensazione di libertà, la senti  forte e in modo esclusivo, ma al tempo stesso ti provoca una naturale responsabilità: quello stimolo protettivo che ti costringe ad allontanare tutti da ciò che è tuo, senza riserve.

Ecco perchè è così difficile dare la disponibilità delle proprie cose ad altre persone, anche trattandosi di familiari, sebbene più vicini a noi. Questo aspetto può diventare un problema nel convivere quotidiano, dando origine a inutili discussioni che possono incrinare il rapporto con estrema facilità. Il punto é che si discute davvero sul nulla.

Bisogna cambiare ottica, partire dal chiaro presupposto che é normale litigare a causa del possesso, tanto quanto infastidirsi se una persona, chiunque essa sia, usa qualcosa che ti appartiene; stesso dicasi anche quando sei tu ad utilizzare qualcosa che non ti appartiene.

D'altro canto, anche se vivi da sola hai da lamentarti, in quanto devi prenderti cura delle tue cose e litighi con te stessa pur di trovare un sistema di vita più comodo, migliore, finendo per odiare quelle stesse cose a cui ci tieni tanto.

Quindi, è importante essere coscienti di tutto ciò, per migliorare la convivenza con te stessa e con gli altri, per evitare grossi problemi, senza confondere le problematiche relative al possesso con quelle tipiche del rapporto di coppia.

Ecco qualcosa su cui vale la pena riflettere. Ne sono convinta.


AdessoSilvia


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