"CONCORSI DI BELLEZZA... LA GRANDE SFIDA!"

Qual è l’ingrediente segreto che ci rende così golose di passerelle?

Possiamo farne a meno, o sotto c’è qualcosa di più?

Accettare la sfida

Noi donne, ogni giorno, in ogni momento, in ogni istante della nostra vita siamo in realtà in passerella. Qualsiasi cosa facciamo, ovunque andiamo, ci prepariamo per essere al centro dell’attenzione di tutti, offriamo la nostra immagine e  con cura selezioniamo i nostri giudici.
Perché? Semplice: ne abbiamo bisogno!

Di base abbiamo la necessità del giudizio, il vero e proprio bisogno di conoscere cosa gli altri pensano di noi, l’indispensabilità di essere premiate, o meno, per i nostri sforzi quotidiani per essere sempre al top.
Il giudizio ci permette di migliorare, crescere, eliminare gli errori, essere sicure di noi stesse.

Ma quale migliore prova se non quella di una passerella ufficiale?

In un concorso di bellezza la valutazione rimane scritta, non ci sono dubbi o incertezze, il voto è sicuro.

Quindi, ci troviamo di fronte alla scelta:

Aver paura e restare nel dubbio,
oppure aver coraggio e accettare la sfida?

Sicuramente in molte hanno dato forfait, ma tantissime si trovano ancora al bivio della decisione.
Questo articolo è proprio dedicato a quelle che ancora non hanno scelto.

Accettare la sfida è un atto di coraggio, è la volontà indiscussa di mettersi in gioco, la disponibilità cosciente di conoscere davvero il giudizio di chi ci vede passeggiare su un piedistallo, e scruta ogni nostro pregio o difetto.
Presentarsi ad un concorso di bellezza è onorevole, dimostra la nostra voglia di sapere realmente chi siamo, come siamo e come ci vedono, qualsiasi sia il risultato finale.

Questi concorsi, però, possono avere risvolti molto negativi se non si fa attenzione.

Qual è il peggiore degli errori che può fare una modella o una miss?

Perdere l’equilibrio! I tacchi alti e l’emozione, o la troppa sicurezza in sé, possono nascondere tiri loschi, e far perdere l’equilibrio devastando così ogni possibilità di successo. Chi voterebbe a favore di una ragazza bellissima che non sa camminare sui tacchi?

E infatti, il problema principale è proprio l’equilibrio.
Parlo però di un equilibrio differente, quello mentale, ben rappresentato dall’esempio dei tacchi.

Purtroppo accade spesso, ed è facile cadere preda del successo. Sentire gli applausi, indossare una fascia da vincitrici, avere un mucchio di gente che ci ferma e ci fa complimenti gratuiti, in continuo, può provocare una reazione interiore che sarebbe meglio tenere sotto controllo.
Ci fa sentire importanti, più importanti di quanto non lo fossimo state prima, e così mettiamo da parte il fidanzato, che ci è stato vicino fin da principio, gli amici, perché non li riteniamo più all’altezza, e le persone a noi più care e più strette, perché oramai noi meritiamo di più. Stilisti, imprenditori, capi di aziende, tutte figure che ci seguono passo passo come fossimo la loro priorità… non c’è spazio per chi non è abbastanza.

Ecco, questo è perdere l’equilibrio, e quando in una passerella si perde l’equilibrio, nessuno vota più a nostro favore!
Questa analogia serve per capire che l’interesse di quelle figure è del tutto relativo. In breve si può essere al centro dell’attenzione di tutti, ma in ancor meno tempo si può cadere nell’oblio.

Accettare la sfida è la cosa migliore che si possa fare per noi stesse, evitare di credere alle parole troppo lusinghiere, guardarsi ogni giorno allo specchio e sapere con certezza che siamo sempre noi, sempre le stesse di ieri e solo un po’ migliori, è indispensabile per continuare a camminare nella passerella quotidiana, la passerella più importante, quella della vita.

Quindi, non dobbiamo abbandonare le persone che ci sono vicine, abbiamo e avremo sempre bisogno di loro, perché solo quelle persone sapranno davvero valutare e apprezzare ciò che siamo dentro, oltre l’immagine che offriamo, e i concorsi, in realtà, non sono altro che un mercato di immagini.

Quindi, un bel respiro, avanti in passerella con un bel sorriso e… attenzione a non cadere!

Infine concludo con un motto:

Non saremo mai  diverse,
al massimo migliori!


Al prossimo articolo.



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